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dermapiù • Poliambulatorio medico

Dermatologia pediatrica

Branca della dermatologia che si occupa di diagnosi e terapia di patologie dermatologiche in bambini ed adolescenti

  • Dermatite seborroica |
  • Dermatite da pannolino |
  • Dermatite allergica da contatto |
  • Eczema atopico |
  • Orticaria |
  • Alopecia areata |
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  • Malattia di Kawasaki

Dermatite seborroica

  • E’ una dermatosi caratterizzata da rossore, desquamazione a squame e croste grasse giallastre.
  • Colpisce sia neonati che bambini (dalla terza settimana di vita per settimane o mesi)
  • In genere al cuoio capelluto (“crosta lattea”)
  • Prurito variabile, talora intenso negli atopici. Asintomatica nei bambini più grandi.
  • Autorisolve, non contagiosa, non su base allergica, indipendente dall’igiene.
  • Nel neonato si associa spesso a desquamazione gialla dietro le orecchie, arcate sopracciliari, ali naso, foruncolosi del viso, dermatite del pannolino.
  • Nel lattante possono essere coinvolte anche le pieghe (ascelle, inguine, collo)
  • Nei bambini più grandi le squame possono essere più grandi e adese.
  • Nell’adolescente sono coinvolti cuoio capelluto, sopracciglia, ali del naso con squame crostose bianco-giallastre, secche o untuose e molto pruriginose. Andamento recidivante soprattutto in autunno-inverno o in condizioni di stress psico-fisico.
  • La terapia prevede lavaggi non frequenti con prodotti specifici e delicati per allontanare le squame, topici sfiammanti e lenitivi (es. acido Beta-glicirretico).
  • Talora utile l’uso di cortisonico adeguato o antibiotico locale (in caso di sovrinfezione).
  • Negli adolescenti  utili prodotti a base di  ketoconazolo o ciclopiroxolamina, zolfo o zinco.

Dermatite da pannolino​

  • In genere dovuta ad agenti irritanti chimici (detergenti, creme,,,) o fisici (presenza del pannolino) o per azione irritante di feci o urine.
  • Interessa la zona genitale e pieghe inguinali, radice cosce.
  • In genere dopo il primo contatto con l’agente irritante o a seguito di alcuni contatti. Se il prodotto viene utilizzato in altre sedi è facile trovare irritazione anche a volto, mani e piedi.
  • Raramente sotto i 5 anni di età si sviluppa una dermatite allergica da contatto, con intenso prurito. In genere è di tipo irritativo.
  • Se particolarmente acuta o recidivante va esclusa tramite visita dermatologica la possibilità di dermatite atopica, psoriasi o dermatite seborroica.
  • Si osservano rossore, a volte vescico-bolle, essudazione, secchezza, fissurazione.
  • La Terapia è prevenire il contatto con l’agente irritante o allergizzante, igiene accurata, cambio frequente del pannolino, detergenti ipoallergenici o neutri. Evitare lo sfregamento e utilizzare prodotti di barriera a base di ossido di zinco o pantenolo.
  • In caso di persistenza o frequente recidiva contattare il dermatologo per escludere forme allergiche o da candida, favorita dall’ambiente caldo-umido.

Eczema atopico

Dermatite allergica da contatto

  • Malattie infiammatorie cutanee da sensibilizzazione per contatto con sostanze (detergenti, cosmetici, profumi, coloranti…)
  • I pazienti atopici hanno una alterazione della barriera cutanea che può facilitare la penetrazione di allergeni, tuttavia sembra che in età pediatrica questo non costituisca un rischio maggiore di DAC. L’allergene più coinvolto negli atopici sono i profumi.
  • Si manifestano con eritema, edema, vescicolazione, essudazione. Intenso prurito.
  • Quando si cronicizza la cute si ispessisce e diventa xerotica. Intenso prurito costante, lesioni da grattamento e possibile sovrinfezione. 
  • Il primo contatto con l’agente provoca sensibilizzazione e a distanza di 24-48 ore si presentano le manifestazioni cutanee ed il prurito.
  • Diagnosi: clinica, test allergologici (PATCH test ed eventuali PRICK test)
  • Terapia: evitare il contatto con l’agente sensibilizzante, trattare con idratanti, lenitivi, creme barriera, cheratolitici e cortisonici topici in base alla fase acuta o cronica. Se sovrinfezione può essere utile l’utilizzo di antibiotico topico o sistemico.
  • In caso di intenso prurito è utile l’utilizzo di un antistaminico orale. Talvolta corticosteroidi sistemici se non sono sufficienti le terapie locali.

Orticaria

  • Comparsa di pomfi (lesioni rilevate con alone rossastro al centro) associati a prurito, fugaci, migranti e con possibile interessamento di tutto l’ambito cutaneo.
  • Coinvolge il 15% dei bambini sotto i 10 anni (20% degli atopici) con almeno un episodio acuto.
  • Orticaria acuta: dura meno di 6 settimane (2-7 giorni). E’ la più frequente nei bambini.
  • Orticaria cronica: dura più di 6 settimane (mesi o anni)
  • Può essere spontanea, senza un fattore scatenante apparentemente identificabile, o indotta (fattori fisici, farmaci…).
  • Se interessati i tessuti profondi può manifestarsi gonfiore di labbra, lingua, mani, genitali o palpebre (angioedema). Doloroso, non pruriginoso. Raramente associato a difficoltà respiratoria.
  • Il 50% dei casi di orticaria acuta sono idiopatici ovvero non è possibile identificare una causa scatenante.  Nel restante 50% è causata da infezioni virali (prime vie respiratorie, mononucleosi…), meno da infezioni batteriche, allergie di tipo alimentare (uova, latte, arachidi, grano), farmaci (antibiotici o FANS), puntura di imenotteri, pollini, epiteli animali, da contatto con sostanze chimiche.
  • Fattori fisici causa di orticaria (in pochi minuti): sfregamento o pressione, freddo/caldo, luce UV, esercizio fisico e sudorazione, vibrazione.
  • Molto raramente è parte di una reazione anafilattica con comparsa di difficoltà respiratoria, asma, collasso cardio circolatorio.
  • L’orticaria acuta tende ad autorisolversi, la cronica a persistere (6 settimane-mesi o anni, con andamento recidivante).
  • Diagnosi: clinica e anamnesi, fondamentale per evidenziare eventuali farmaci assunti, cibi… nelle 24 ore precedenti. Utile eventuale accertamento allergologico (PRICK test, RAST…) a distanza dalla fase acuta.  La presenza di febbre o altri sintomi infettivi (raffreddore, tosse, diarrea) deve far pensare ad una causa virale o, meno probabile, batterica.
  • Terapia: nessuna terapia nei casi lievi che risolvono in 24 ore, rimuovere la causa se indentificata.Nei bambini si prediligono antistaminici con effetto sedativo per ridurre il prurito e favorire il riposo. Si utilizzano per alcuni giorni; a volte si ripetono per la tendenza a recidivare dei sintomi alla sospensione. In caso di mancata risposta si utilizzano cortisonici sistemici per alcuni giorni, a dosi scalari. In caso di orticaria cronica si possono prescrivere antistaminici più potenti, antileucotrienici o immunosoppressori.
  • Consigli utili: evitare il grattamento mantenendo le unghie corte; indossare indumenti in cotone e larghi; lavaggi brevi e non frequenti con acqua non troppo calda; detergenti ipoallergenici; evitare cibi ricchi in istamina.  Ridurre esposizione solare, sforzi fisici e calore.
  • Rivolgersi assolutamente al PS in caso di difficoltà respiratoria o alla deglutizione, grave ed estesa reazione cutanea, prurito incontrollabile che disturba il sonno.

Alopecia areata

  • Consiste nella improvvisa caduta dei capelli in chiazze rotondeggianti confluenti. Non è definitiva. Si ritiene possa essere determinata da un meccanismo autoimmune (ancora non noto) in soggetti geneticamente determinati per azione di fattori ambientali scatenanti.
  • Fattori scatenanti: stress, infezioni.  Lo stress può essere causa e conseguenza della caduta dei capelli. Nei bambini si può sviluppare depressione e ansia nel vivere la fase di caduta.
  • Può colpire ogni età dell’infanzia, ma aumenta tra i 4 e 5 anni.
  • Nei bambini i capelli in genere cadono a piccole chiazze circolari. E’ più raro, ma più grave l’interessamento della zona della nuca. Le forme in piccole chiazze sono lievi e peggiorano solo nel 5% dei casi evolvendo nella perdita completa dei capelli (alopecia areata totale) oppure coinvolgendo anche sopracciglia, ciglia e peli corporei (alopecia areata universale).
  • La ricrescita è possibile e nelle forme lievi molto probabile. Il decorso è imprevedibile e talvolta recidivante anche dopo la ricrescita completa.
  • La prognosi è peggiore se: esordio precoce, familiarità per alopecia areata, malattie autoimmuni (celiachia, psoriasi, lupus, tiroiditi) o eczema atopico, nelle forme severe o interessamento nucale.
  • La terapia è difficile. Prevede in genere trattamenti topici (cortisonici), fototerapia UVB a banda stretta, o terapie sistemiche (steroidi intralesionali poco percorribili nei bambini, orali occasionalmente per gli effetti collaterali…). La risposta non sempre è prevedibile. Talora guariscono spontaneamente, a volte alle terapie con ritmo variabile di recidiva.  Non si utilizzano in genere terapie immunostimolanti o Minoxidil.
  • La guarigione spontanea avviene nel 50% dei casi entro 1 anno dall’esordio.

Impetigine

  • Infezione batterica caratterizzata da vescico-bolle. Frequente sotto i 10 anni, soprattutto nel periodo estivo.
  • Causata da batteri streptococchi e/o stafilococchi.
  • Fattori di rischio: umidità e macerazione, piccole ferite, alterazione delle difese cutanee, atopia.
  • Rare complicanze per forme molto estese in pazienti immunodepressi, se non trattata correttamente, per approfondimento dell’infezione ai tessuti più profondi.
  • Diagnosi clinica.
  • La terapia consiste nel limitare i contatti (fratelli, coetanei…), in quanto altamente contagiosa, ed utilizzare disinfettanti ed antibiotici locali e sistemici, eventualmente coprendo le lesioni attive.
  • Utile lavare accuratamente la zona prima di medicare, cambiare asciugamani spesso, tagliare le unghie al bambino in modo che non gratti o tocchi le croste.

Verruche volgari

  • Infezione virale da papillomavirus HPV, molto frequente in bambini e giovani.
  • Spesso multiple per autoinoculazione da contatto, lineari in zone escoriate.
  • Raro che le verruche delle mani possano colpire il cavo orale anche se il bambino porta le mani alla bocca.
  • Il contagio è per contatto diretto con la cute (soprattutto se escoriata o ferita) o con ambienti contaminati, specie se caldo-umidi.
  • Incubazione: mesi-anni.
  • Varianti: verruche volgari, plantari e verruche piane.
  • Terapia: elimina la verruca, il virus invece può persistere per anni, eliminato dal sistema immunitario durante la crescita.   Si può utilizzare crioterapia, laserterapia, terapie mediche cheratolitiche. Favorire metodiche poco aggressive e dolorose, compatibilmente con dimensioni e numerosità delle verruche.
  • E’ possibile la involuzione spontanea in mesi o anni, in assenza di trattamento. Va considerato in assenza di collaborazione o in bambini molto piccoli, se è desiderato dai genitori.

Molluschi contagiosi

  • Infezione virale da Poxvirus. Sulla pelle compaiono piccole formazioni papulose traslucide, bianco-rosate, ombelicate al centro. Possono colpire qualunque area del corpo, ma nei bambini soprattutto viso, tronco, braccia o gambe.
  • Dimensioni variabili dai 2 ai 5 mm.
  • Asintomatica, crea disagio nei contesti comunitari. Talvolta prurito.
  • Contagio per contatto con la cute infetta o superfici/indumenti contaminati. Autoinoculo per contatto con le singole lesioni. Non è chiaro se la papula debba essere escoriata per poter favorire il contagio o anche da integra.  Non persiste latente: se si ripresenta è un nuovo contagio.
  • Periodo di incubazione: 2-3 mesi.
  • Fattori di rischio: età inferiore a 4 anni, pazienti atopici o immunodepressi.
  • Le lesioni più grandi possono esitare in cicatrici se traumatizzate. In genere non lasciano cicatrici.
  • Autorisoluzione in genere in 6-18 mesi, occasionalmente in anni. Per evitare contagio e diffusione in genere vengono trattati.
  • La diagnosi è clinica in genere.
  • Terapia: courettage delle singole lesioni, crioterapia o laserterapia eventualmente. Nei piccoli può essere utile far applicare una crema anestetica, per aumentare la collaborazione.  Esistono preparazioni topiche utili per trattare i molluschi, soprattutto se molto numerosi. Nei bambini si utilizzano in genere quelle a base di idrossido di potassio, Si possono utilizzare in associazione integratori orali.

Infezioni fungine da Candida

  • Candidosi da pannolino |
  • Mughetto |
  • Tinea capitis |
  • Tinea corporis |
  • Tinea pedis
  • Infezioni da lieviti del genere Candida. Possono colpire cute, mucose, unghie e più di rado organi interni. La maggior parte delle manifestazioni sono da Candida albicans.
  • Nel neonato è possibile la forma cutanea congenita (non frequente), per infezione in utero a partenza materna, e la forma neonatale, per contatto con infezione materna nel canale vaginale. Le forme più frequenti sono le forme del cavo orale (mughetto) e muco-cutanee (anogenitali oppure croniche in pazienti immunodepressi)
  • Fattori di rischio: utilizzo di pannolini, uso prolungato di antibiotici, basso peso alla nascita. Nel caso di candidosi del cavo orale, la presenza di infezione dei capezzoli o dotti galattofori materni.

Candidosi da pannolino (ano-genitale)

  • Frequente nel neonato e prima infanzia, può colpire anche le mucose. Sono vescico-pustole biancastre con arrossamento, macerazione ed eventuale erosione, soprattutto sul fondo delle pieghe inguinali.
  • La causa è il sistema immunitario ancora immaturo e la flora batterica locale.
  • In genere inizia in sede perianale e poi si estende a pieghe inguinali, genitali e glutei.
  • Spesso tra il primo e quarto mese, a complicare una dermatite irritativa o seborroica.
  • Il bambino avverte prurito e dolore al contatto con acqua, urine e feci.
  • A volte si associa ad enterite virale.
  • Terapia: topici antimicotici in schiuma, crema o soluzione per 2-3 settimane. Se candidosi intestinale è necessaria terapia sistemica.
  • Utile: cambiare spesso il pannolino, asciugare bene la cute, corretta igiene.

Mughetto (candidosi orale)

  • Infezione da Candida albicans del cavo orale e della lingua in particolare. Il lievito è normalmente presente nel cavo orale, ma in equilibrio con la flora microbica e il sistema immune. Quando si crea disequilibrio prolifera e genera il mughetto. 
  • Fattori di rischio: immaturità del sistema immunitario, utilizzo di antibiotici (bambino o madre in allattamento)
  • Si manifesta con vescichette biancastre a tutto il cavo orale e in particolare alla lingua, talvolta scende verso la faringe. Confluiscono a formare una patina biancastra con sottostante rossore e a volte sanguinamento.
  • Sintomi: disagio, malumore, difficoltà a nutrirsi, dolore.

Tinea capitis

  • Infezione micotica del cuoio capelluto dovuta a dermatofiti (funghi con affinità per la cheratina, Microsporum, Trichophyton, Epidermophyton). A seconda dell’agente responsabile determina chiazze arrossate, a bordi netti, desquamazione, secrezione di materiale purulento o aree di caduta parziale o totale dei capelli.
  • All’interno delle chiazze possono essere presenti capelli spezzati di pochi millimetri, normali oppure essere completamente caduti.
  • Interessa soprattutto bambini di 6-10 anni, risolvono con la terapia antimicotica, raramente spontaneamente pr riattivazione della risposta immunitaria.
  • L’agente più frequente in Italia è il M. canis (parassita di cani e gatti).
  • Fattori di rischio: dermatite atopica, immunosoppressione da cortisonici o patologie.
  • Diagnosi: se forme lievi può essere difficile differenziala da dermatite seborroica, che tuttavia si presenta in età adolescenziale e non nell’infanzia. Se sono presenti lesioni tipiche e viene riferito contatto con animale, in genere è più agevole. La luce di Wood con fluorescenza verdastra può confermare il sospetto, l’esame micologico e/ o colturale delle squame può confermare la diagnosi.
  • Terapia: è necessaria terapia orale con specifici antimicotici per alcune settimane/mesi. La terapia topica può essere di aiuto, ma non sufficiente.

Tinea corporis

  • Infezione micotica dovuta a dermatofiti.
  • La trasmissione avviene per contatto diretto con persone contagiate o animali (gatti, cani), con tempo di incubazione di 4-10 gg.
  • Sono chiazze rosate, circolari ad anello con bordo più rilevato e squamoso; 2-3 cm di diametro e tendenza all’accrescimento; leggermente pruriginose.
  • Guarigione spontanea in 3-4 mesi. Opportuno il trattamento per evitare diffusione e contagi
  • Diagnosi clinica, eventuale esame microscopico delle squame.
  • Terapia: topici antimicotici da applicare anche 1 cm attorno all’area interessata e oltre l’apparente guarigione clinica. In caso di persistenza utilizzare antimicotico sistemico.

Tinea pedis

  • Infezione micotica da dermatofiti e muffe localizzata agli spazi interdigitali e/o alla pianta dei piedi.
  • Macerazione interdigitale oppure chiazze eritematose e ispessite della pianta del piede. Intenso prurito.
  • Da contatto a piedi nudi con superfici umide, bagnate (es. piscine, spogliatoi…). Le spore fungine possono sopravvivere mesi in scarpe, tappeti, pavimenti, docce…
  • Fattori di rischio: ambienti sportivi e pratica dello sport con utilizzo di scarpe chiuse in gomma o piedi nudi; scarsa igiene o ipersudorazione.
  • Diagnosi clinica e micologica (microscopio o colturale).
  • Tipica dell’adolescente e dell’adulto, anche per autocontagio da tinea corporis, ma in genere monolaterale.
  • Terapia: antimicotici topici (creme, lozioni spray o polvere) da applicare 2-3 cm oltre i margini; oppure sistemici se non sufficiente.

Malattie esantematiche

  • Morbillo |
  • Scarlattina |
  • Rosolia |
  • Quarta Malattia |
  • Quinta Malattia |
  • Sesta Malattia |
  • Varicella |
  • Bocca-Mani-Piedi |
  • Mononucleosi |
  • Malattia di Kawasaki
  • Eruzioni caratterizzate da macule rosse, papule, vescicole o pustole nel corso di una malattia. In genere sono accompagnate da febbre, ma non sempre è presente. 
  • La diffusione delle vaccinazioni ha reso la loro diffusione decisamente ridotta rispetto al passato. In epoca pre-vaccinale era la diffusione e alta contagiosità in età infantile a creare immunizzazione in età adulta. Le complicazioni nelle forme infantili erano abbastanza frequenti e si verificavano decessi. Le vaccinazioni hanno reso la circolazione delle stesse molto infrequente, con la conseguenza tuttavia che sia la popolazione generale che i medici sono oggi molto meno esperti su queste patologie.

Morbillo

  • Da virus Paramyxovirus. Il contagio è per via aerea (starnuti, tosse) o contatto con oggetti contaminati. L’incubazione è di circa 10 giorni.
  • Si manifesta con tosse, raffreddore, congiuntivite, febbre ed eruzione cutanea a macchie e papule rosa/rosse.
  • Complicanze: otite, polmonite, encefalite.
  • Nessuna terapia, non pericolosa se contratta in gravidanza. 
  • Riammissione in ambiente comunitario dopo 5 gg dalla comparsa dell’esantema.
  • Attualmente i bambini sono sottoposti a vaccinazione combinata morbillo/ parotite/ rosolia/ varicella a 15 mesi con richiamo a 6 anni.

Scarlattina

  • Da batterio Streptococco Beta Emolitico di gruppo A.
  • Il contagio è per via aerea (starnuti, tosse) o contatto con oggetti contaminati. L’incubazione è di circa 2-5 giorni.
  • Si manifesta con mal di gola, tonsille infiammate e rosse, linfonodi del collo ingrossati, febbre, cefalea, infiammazione della lingua ed eruzione cutanea a piccole macule rosse molto fitte.
  • Complicanze: rari danni cardiaci e renali.
  • Terapia: antibiotico (Amoxicillina orale). Non pericolosa se contratta in gravidanza.
  • Riammissione in ambiente comunitario dopo 48 ore dall’inizio della terapia antibiotica.
  • Non esiste vaccinazione, la terapia antibiotica interrompe velocemente la malattia e i contagi.

Rosolia

  • Da Rubivirus.
  • Il contagio è per via aerea (starnuti, tosse) o contatto con oggetti contaminati. L’incubazione è di circa 12-23 giorni.
  • Si manifesta con macule rosa chiaro prima sul viso e poi su tutto il corpo, linfonodi retronucali ingrossati, febbricola.
  • Complicanze: dolori articolari.
  • Nessuna terapia. Molto pericolosa per il feto se contratta in gravidanza.
  • Riammissione in ambiente comunitario dopo 7 giorni dalla comparsa dell’esantema.
  • Attualmente i bambini sono sottoposti a vaccinazione combinata morbillo/ parotite/ rosolia/ varicella a 15 mesi con richiamo a 6 anni.

Quarta malattia

  • Da streptoocco Beta emolitico di gruppo A.
  • Il contagio è per via aerea (starnuti, tosse) o contatto con oggetti contaminati. L’incubazione è di circa 2-5 giorni.
  • Si manifesta come la scarlattina, ma con sintomi più sfumati.
  • Complicanze: molto raramente danni cardiaci o renali.
  • Terapia: antibiotico (amoxicillina orale). Non pericolosa se contratta in gravidanza.
  • Riammissione in ambiente comunitario dopo 48 ore dall’inizio dell’antibiotico.
  • Non esiste vaccinazione, la terapia antibiotica interrompe velocemente la malattia e i contagi.

Quinta malattia

  • Da Parvovirus.
  • Il contagio è per via aerea (starnuti, tosse) o contatto con oggetti contaminati. L’incubazione è di circa 14 giorni.
  • Si manifesta con arrossamento delle guance e a seguire macule rosate su arti e tronco.
  • Complicanze: nessuna.
  • Nessuna terapia. Può essere in alcuni casi pericolosa per il feto se contratta in gravidanza.
  • Non necessario isolamento. 
  • Non esiste vaccinazione: essendo non grave non si fa nulla se non in gravidanza.
  •  

Sesta malattia

  • Da Herpesvirus.
  • Il contagio è per via aerea (starnuti, tosse) o contatto con oggetti contaminati. L’incubazione è di circa 10 giorni.
  • Si manifesta con febbre alta senza altri sintomi per i primi tre giorni. Alla scomparsa improvvisa della febbre compaiono macule al tronco e collo e successivamente agli arti.
  • Complicanze: nessuna. Convulsioni per febbre alta nei bambini predisposti.
  • Nessuna terapia. Può essere pericolosa per il feto se contratta in gravidanza, ma essendo contratta in età infantile, le donne adulte in genere sono immuni.
  • Non necessario isolamento. 
  • Non esiste vaccinazione: essendo non grave non si fa nulla se non in gravidanza.

Varicella

  • Da Herpes zoster virus.
  • Il contagio è per via aerea (starnuti, tosse) o contatto con oggetti contaminati oppure con il contenuto liquido delle vescicole. L’incubazione è di circa 14-21 giorni.
  • Si manifesta con febbre (a volte e bassa), malessere, inappetenza, cefalea e successiva comparsa di macule che poi diventano vesciche ad evoluzione crostosa.
  • Complicanze: rara sovrinfezione delle vesciche per grattamento.
  • Terapia: Aciclovir in casi molto estesi o in bambini immunodepressi. Antistaminici per il prurito. Può essere pericolosa se contratta a ridosso del parto perché induce varicella nel neonato. 
  •  Riammissione in ambiente comunitario dopo 7 giorni dall’esordio, se in fase crostosa.
  • Attualmente i bambini sono sottoposti a vaccinazione combinata morbillo/ parotite/ rosolia/ varicella a 15 mesi con richiamo a 6 anni.

Bocca-mani-piedi

  • Da Enterovirus.
  • Il contagio è per via aerea (starnuti, tosse) o contatto con oggetti contaminati oppure con il contenuto liquido delle vescicole. L’incubazione è di circa 7 giorni.
  • Si manifesta con mal di gola, faringodinia e successivamente macule in bocca, sulle labbra, sul palmo delle mani e la pianta dei piedi che diventano bollicine. Non sempre è presente febbre,
  • Complicanze: nessuna.
  • Terapia: Alimentazione con cibi non irritanti, antidolorifici e antipiretici, Può essere pericolosa in gravidanza nelle prime settimane. 
  • Nessun isolamento. 
  • Non esiste vaccinazione.

Mononucleosi

  • Da Epstein-Barr virus.
  • Il contagio è per via aerea (saliva; malattia del bacio). L’incubazione è di circa 30-50 giorni.
  • Si manifesta nel 15% dei casi con esantema sul corpo, peggiorato dall’assunzione di Amoxicillina con eruzione improvvisa ed estesa di macule rosse rilevate. 
  • Complicanze: molto rare.
  • Nessuna terapia: Non pericolosa in gravidanza. 
  • Nessun isolamento. 
  • Non esiste vaccinazione.

Malattia di Kawasaki

  • Non è una patologia esantematica. La sua causa è sconosciuta.
  • Non è contagiosa e non ha un periodo di incubazione. 
  • Si manifesta con macule simili a quelle del morbillo e della scarlattina, febbre elevata e di lunga durata, astenia, dolori addominali e arrossamento congiuntivale.
  • Complicanze: cardiache.
  • Terapia: immunoglobuline ed aspirina. 
  • Nessun isolamento. 
  • Non esiste vaccinazione.

di Stefania Miglietta 

 

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