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Diatermocoagulazione e Crioterapia

Come funziona la Diatermocoagulazione?

Numero di sedute

In genere è sufficiente un solo trattamento. In caso di ulteriore trattamento, le sedute sono intervallate in genere di 30-40 giorni.

Durata del trattamento

Il trattamento dura da 15 a 45 minuti a seconda della patologia trattata e del numero delle lesioni da trattare contemporaneamente.

Stagionalità

Non esiste stagionalità, ma sottoporsi a diatermocoagulazione nel periodo estivo può complicare il processo di guarigione post-trattamento e condizionare l’esposizione solare.

Pre- e post- trattamento

In genere è prevista l’applicazione di un anestetico locale in crema o l’infiltrazione di un anestetico locale. E’ necessario comunicare l’utilizzo di farmaci antiaggreganti o eventuali allergie a farmaci/anestecici.Dopo il trattamento esita una crosta da medicare su indicazione dello specialista.

Tecnica dermatologica che si avvale dell’utilizzo di un elettrobisturi (erogatore di corrente elettrica ad alta frequenza e impulsi) per l’asportazione di piccole formazioni cutanee, preceduta eventualmente dall’applicazione di crema anestetica o anestesia infiltrativa locale. E’ utilizzata anche per il trattamento di formazioni vascolari o malattie sessualmente trasmissibili.

Tecnica dermatologica che si avvale dell’utilizzo di un elettrobisturi (erogatore di corrente elettrica ad alta frequenza e impulsi) per l’asportazione di piccole formazioni cutanee, preceduta eventualmente dall’applicazione di crema anestetica o anestesia infiltrativa locale. E’ utilizzata anche per il trattamento di formazioni vascolari o malattie sessualmente trasmissibili.

Numero di sedute

In genere è sufficiente un solo trattamento. In caso di ulteriore trattamento, le sedute sono intervallate in genere di 30-40 giorni.

Durata del trattamento

Il trattamento dura da 15 a 45 minuti a seconda della patologia trattata e del numero delle lesioni da trattare contemporaneamente.

Stagionalità

Non esiste stagionalità, ma sottoporsi a diatermocoagulazione nel periodo estivo può complicare il processo di guarigione post-trattamento e condizionare l’esposizione solare.

Pre- e post- trattamento

In genere è prevista l’applicazione di un anestetico locale in crema o l’infiltrazione di un anestetico locale. E’ necessario comunicare l’utilizzo di farmaci antiaggreganti o eventuali allergie a farmaci/anestecici.Dopo il trattamento esita una crosta da medicare su indicazione dello specialista.

Diatermocoagulazione - DOMANDE PIù FREQUENTI

Per quali problemi dermatologici è utilizzata la diatermocoagulazione?

Si può utilizzare per il trattamento di verruche volgari e piane, fibropapillomi, nevi moriformi, spider nevi, angiomi rubini, cheratosi seborroiche e attiniche, teleangectasie, efelidi/lentiggini.   E’ utilizzata per la rimozione di condilomi genitali a trasmissione sessuale. 

In tutti questi casi può essere eventualmente sostituita da tecnica laser.

E’ utilizzata in corso di interventi di dermochirurgia per la coagulazione dei vasi sanguigni incisi.

É doloroso?

Sì, può causare dolore e bruciore, motivo per cui si utilizza una modalità anestetica.

Come va medicata la zona trattata?

Lo specialista indicherà le specifiche medicazioni per sede e tipologia di lesione trattata (disinfezione, applicazione di crema antibiotica). La zona trattata si presenta come una crosta/abrasione scura. Può gemere siero/sangue di modesta entità in prima giornata; maggiore difficoltà nelle sedi di piega che vanno medicate con maggiore frequenza. 

La crosta dovrà cadere spontaneamente, non essere traumatizzata, nell’arco di 1-2 settimane. 

E’ opportuno non esporre al sole la zona una volta caduta la crosta per almeno 45 giorni.

Ci sono effetti collaterali?

E’ una metodica poco invasiva, ma essendo di natura chirurgica il trattamento può comportare dolore, bruciore, transitorio sanguinamento, arrossamento. Se  correttamente medicata tali effetti autorisolvono in poco tempo.

Sono possibili complicanze?

E’ possibile l’insorgenza di iperpigmentazione post-infiammatoria e da  esposizione solare della  sede trattata. In soggetti predisposti possono comparire alterazioni della cicatrizzazione o cheloidi.

Tutti possono sottoporsi alla diatermocoagulazione?

No. 

Non possono sottoporsi al trattamento pazienti portatori di pace-maker o apparecchi elettronici, pazienti cardiopatici o con disturbi della coagulazione, pazienti in corso di terapia anticoagulante o antiaggregante; in caso di infezioni attive o ferite cutanee.

Come funziona la crioterapia?

La crioterapia è un trattamento dermatologico locale che comporta l’utilizzo di azoto liquido attraverso un apposito strumento finalizzato alla rimozione di lesioni cutanee superficiali. Viene indotta una ustione da congelamento della zona trattata e la rimozione della lesione per shock termico.

Numero di sedute

In genere una seduta è sufficiente. In caso di lesioni profonde può essere necessario ripetere il trattamento con sedute intervallate di 30-40 giorni.

Durata del trattamento

Circa 2-3 minuti

Stagionalità

Non esiste stagionalità, ma sottoporsi a crioterapia nel periodo estivo può complicare il processo di guarigione della ferita post-trattamento e  condizionare l’esposizione  solare.

Pre- e post- trattamento

Per limitare la sensazione dolorosa è possibile applicare una pomata anestetica un’ora prima del trattamento. Dopo il trattamento lo specialista indicherà specifiche medicazioni locali.

Numero di sedute

In genere una seduta è sufficiente. In caso di lesioni profonde può essere necessario ripetere il trattamento con sedute intervallate di 30-40 giorni.

Durata del trattamento

Circa 2-3 minuti

Stagionalità

Non esiste stagionalità, ma sottoporsi a crioterapia nel periodo estivo può complicare il processo di guarigione della ferita post-trattamento e  condizionare l’esposizione  solare.

Pre- e post- trattamento

Per limitare la sensazione dolorosa è possibile applicare una pomata anestetica un’ora prima del trattamento. Dopo il trattamento lo specialista indicherà specifiche medicazioni locali.

La crioterapia è un trattamento dermatologico locale che comporta l’utilizzo di azoto liquido attraverso un apposito strumento finalizzato alla rimozione di lesioni cutanee superficiali. Viene indotta una ustione da congelamento della zona trattata e la rimozione della lesione per shock termico.

Crioterapia - domande più FREQUENTI

Per quali problemi dermatologici è utilizzata la crioterapia?

Molte formazioni cutanee superficiali possono essere trattate con crioterapia: verruche volgari e piane, condilomi, cheratosi, piccoli tumori cutanei, angiomi, fibromi penduli. Per alcune o tutte queste formazioni è possibile utilizzare anche la laserterapia, ma in assenza di tecnologia laser o in alcune specifiche condizioni rimane un trattamento valido o di elezione.

Esistono varie tecniche?

Si, nel tempo la tecnica classica a bastoncino con un tampone imbevuto di azoto che viene messo a contatto con la cute, è stata affiancata dalla tecnica a spruzzo (utilizza una bomboletta con erogazione a 1-2 cm di distanza) o dalla tecnica a sonda (cryoprobe) che consente un trattamento in profondità più omogeneo.

Più raramente la crioterapia può essere eseguita utilizzando freon, anidride carbonica o protossido di azoto.

Tutti possono sottoporsi a crioterapia?

No. Chi è ipersensibile al freddo o affetto da arteriopatie e Sindrome di Raynaud, non è opportuno che venga trattato con questa metodica. 

Ugualmente i bambini molto piccoli (meno di 6 anni)

Cosa succede alla pelle durante crioterapia?

La terapia è sicura ed efficace, ma comporta infiammazione e arrossamento locale associati a gonfiore e formazione di bolle sierose o siero-ematiche.

E’ presente dolore al momento del trattamento (si può applicare crema anestetica) e nei minuti successivi in cui si alternano prima una vasocrostrizione sanguigna e poi una vasodilatazione che riporta la sede alla temperatura normale.  E’ una vera ustione da freddo.

Cosa vedo sulla pelle nei giorni successivi?

La terapia comporta rossore, gonfiore, non provoca sanguinamento. Le vescico-bolle se non traumatizzate evolvono in croste che staccano tutta la lesione nell’arco di 15-20 gg.  Le vescico-bolle possono essere forate con ago sterile, ma  senza eliminare o tagliare il tetto della  bolla.

Quali medicazioni fare dopo crioterapia?

Lo specialista indicherà la medicazione più adeguata alla sede e alla situazione. In genere un disinfettante topico e crema antibiotica fino alla formazione della crosta.  L’attività lavorativa è consentita salvo in condizioni in cui la  zona trattata sia sottoposta a  quotidiano traumatismo.

di Stefania Miglietta

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